Fondo Ridolfi

Oltre 6000 volumi, 66 contenitori di miscellanee e 37 contenitori di carteggi.
Nel 1990 la Cassa di Risparmio di Firenze ha acquisito la preziosa biblioteca del Marchese Roberto Ridolfi, una collezione libraria di inestimabile valore che esprime amore e grande passione verso i libri, quasi innalzati a oggetti di culto, come dimostra la collezione di gran pregio di 317 incunaboli. Ridolfi è, nel senso più ampio e completo, un umanista moderno: scrittore, elzevirista per il Corriere della Sera, bibliofilo raffinato, archivista, fondatore della “Rivista storica degli Archivi toscani”, esperto in paleotipi, direttore della “Bibliofilia”, studioso e storico dell’Umanesimo e del Rinascimento Fiorentino, come testimoniano i suoi scritti su Savonarola, Machiavelli e Guicciardini.

La sua biblioteca riunisce, oltre agli studi sull’Umanesimo ed il Rinascimento fiorentini, studi di archivistica, bibliologia e paleotipia e conta più di cinquecento esemplari di edizioni a stampa di metà Quattrocento, gli incunaboli, e del Cinquecento, le cosiddette cinquecentine. Numerosi volumi da lui posseduti sono stati fatti rilegare e personalizzare con le sue iniziali intrecciate e la maggior parte dei libri porta all’interno il suo ex-libris Ruperti de Ridolphis. La sua ricerca minuziosa e non casuale di edizioni di pregio con caratteristiche uniche e con rilegature preziose ha dato vita a questa inestimabile collezione. Completano ed arricchiscono ulteriormente il Fondo le miscellanee ed il carteggio privato, dichiarato di notevole interesse storico con il D.P.R. n.649 del 12 aprile 1994.

Una posizione di particolare rilievo ricopre la sezione degli incunaboli – le prime edizioni a stampa che si collocano nella seconda metà del Quattrocento – che possiedono caratteristiche che li legano ancora ai manoscritti, tra i quali spicca per la sua eccellenza l’Hypnerotomachia Poliphili, un capolavoro dell’arte tipografica, un’edizione molto ricercata ed apprezzata dai bibliofili internazionali, pronti a spendere una fortuna per possedere uno di questi esemplari stampati dal celebre Aldo Manuzio nel 1499 a Venezia.

Questa edizione deve la sua fama alla bellezza dei caratteri tipografici ed allo splendore delle xilografie, attribuite a vari pittori, tra i quali Mantengna e Raffaello, che hanno illustrato i paesaggi allegorici di quest’opera di difficile lettura. Altri incunaboli degni di nota per la bellezza delle xilografie e la preziosità delle legature, oltre al valore dei testi, sono: La Commedia, commentata da Cristoforo Landino, La Giostra di Lorenzo de’ Medici messa in rima da Luigi Pulci anno MCCCCXVIII, alcune opere di Cicerone come le Orationes Philippicae e le Epistolae ad familiares o le Vitae Caesarum di Svetonio.